Quando la noia diventa un metodo

Quando la noia diventa un metodo

C’è una cosa che Carlijn Jacobs ripete spesso nelle interviste, con quella leggerezza disarmante che ha le persone che non hanno bisogno di impressionare nessuno: ha iniziato a fotografare perché si annoiava. Cresciuta in un villaggio olandese di trecento anime, ha cominciato a portare in giro una macchina fotografica tra i fiori del giardino e le amiche che cucivano abiti. Niente scuole speciali, niente mentori famosi. Solo tanta noia, un po’ di Photoshop imparato dal fidanzato della sorella, e la rivelazione di poter creare il fuoco — non nella realtà, ma nel computer. Era il germe di tutto quello che sarebbe venuto dopo.

Nata nel 1991 nei Paesi Bassi, Jacobs ha studiato alla Willem de Kooning Academy di Rotterdam, dove il suo lavoro ha ottenuto un riconoscimento precoce per la sua lettura critica della cultura di massa. Sebbene stia costruendo un nome nella fotografia di moda, il suo stile è deliberatamente senza tempo. Si ispira al linguaggio visivo degli anni Ottanta e Novanta e fonde diversi stili artistici in modi sorprendenti. Il suo lavoro è colorato ed espressivo, con forti sottotoni surreali. Contrariamente alla tendenza dominante, lei stessa dice di cercare non la perfezione ma la peculiarità.

Quella peculiarità è diventata il suo marchio di fabbrica più preciso. In una fotografia Jacobs, un volto può essere distorto in una sfera attraverso un calice pieno di pesci rossi. Una donna può giacere su seta con un’espressione copertamente serena, il viso nascosto da una maschera bianca. Le sue immagini invitano in un mondo alternativo — immaginativo, spiazzante, stranamente familiare — dove le donne sono sempre al centro, sempre protagoniste, ma mai prevedibili.

La sua carriera editoriale si è sviluppata attraverso collaborazioni con AnOther, i-D, Dazed e diverse edizioni di Vogue. Sul fronte commerciale, ha firmato campagne per Chanel, Gucci, Louis Vuitton, Loewe, Mugler, Acne Studios e Versace — un portfolio che mescola il lusso più rigoroso con i brand più audaci del contemporaneo, a conferma di una versatilità che molti fotografi con un’estetica così definita faticano a mantenere.

Il momento che ha segnato la sua consacrazione globale è arrivato nel 2022, quando Beyoncé le ha affidato la fotografia della copertina e dell’artwork dell’album Renaissance. T Magazine ha successivamente incluso quella copertina nella lista delle 25 fotografie che hanno definito l’era moderna. Non male per una donna che ha imparato a fotografare per sfuggire alla noia provinciale.

La sua prima mostra personale, Sleeping Beauty, inaugurata al Foam di Amsterdam nel 2023, ha offerto una panoramica completa del suo universo nel corso degli anni. La scenografia, progettata dalla collaboratrice regolare Sabine Marcelis, includeva cubi di vetro in colori primari ispirati a Mondrian, pavimenti a specchio e corridoi riflettenti — un ambiente che trasformava il modo in cui il visitatore si vedeva nello spazio. Non una mostra di fotografie. Un’immersione nel cervello di Carlijn Jacobs. E il visitatore, avvertiva lei stessa, poteva anche non uscirne esattamente com’era entrato.

Oggi, basata a Parigi, Jacobs continua a lavorare con la stessa coerenza di chi non ha mai dovuto convincere nessuno di niente. La sua forza — rara quanto preziosissima — è quella di non sembrare mai in cerca di approvazione. Nelle sue immagini non c’è la tensione ansiosa di chi vuole piacere. C’è la calma eccentrica di chi sa di avere qualcosa da dire, e ha deciso di dirlo nel modo più strano possibile.

Carlijn Jacobshttps://carlijnjacobs.com/